Urbino e amianto

L’amianto è tornato alla ribalta dopo la notizia di questi giorni che ci racconta dell’interramento abusivo ad Apecchio di 40 tonnellate di eternit. Ed a Urbino, città universitaria e cuore della cultura del centro Italia, com’è la situazione?

eternitAl momento non si sa……anzi, sarebbe più giusto dire che non si ha il diritto di saperlo. L’ultimo censimento regionale dell’amianto del 2007 ci dice che ci sarebbero almeno dieci edifici pubblici a classe di rischio uno, ossia la più pericolosa. Asur, Regione ed Arpam, sanno perfettamente quali sono gli edifici a rischio, ma in nome di una non ben precisata “questione di privacy” non è possibile a noi mortali cittadini saperlo.I responsabili della diffusione dei dati della Regione Marche hanno detto di non poter rendere pubblici i siti incriminati per non destare panico e preoccupazione per le persone che ci abitano vicine. Qualche tempo fa anche il dottor Giovanni Cappuccini, oggi accusato di essere il deus ex machina dell’occultamento delle lastre di amianto ad Apecchio, aveva dichiarato che per capire quali fossero gli edifici interessati, sarebbe stato sufficiente guardare in alto ed osservare le onduline sui tetti……Ovvio no??? La diffusione dei dati, ha aggiunto, è cosa seria e rendendo pubblica la comunicazione del rischio potrebbe succedere un “casino”. Oltre a questi luoghi ad alto rischio inquinamento, esistono altri 65 edifici con classe di rischio due, ossia strutture ad uso pubblico con amianto compatto o strutture ad uso privato con amianto friabile. Questi sono i dati prima del nevone del 2012 che fece crollare un gran numero di coperture in eternit, e visto come vanno le cose, ci chiediamo in che modo sono stati smaltiti i materiali pericolosi. Interrati abusivamente anche quelli??? C’e inoltre da dire che questo censimento sull’amianto è assai incompleto e poco veritiero perché oltre non essere aggiornato è pure incompleto perché non tiene conto di tutti gli edifici privati e si basa su dichiarazioni del tutto spontanee. A livello medico le fibre di amianto, se respirate o ingerite, sono causa principale dell’insorgenza del mesotelioma (tumore maligno) e i casi di morti per amianto nella Regione Marche erano trecentotre nell’anno 2008. Per ultimo ricordiamo che a tutt’oggi la bonifica dell’amianto non è obbligatoria; il proprietario deve denunciare all’Asur la presenza di un edificio con eternit e deve sostenere i costi della bonifica. Questo favorisce la nascita di situazioni come quella di Apecchio, dove responsabili senza scrupoli sono disposti a chiudere entrambi gli occhi in cambio di mazzette. Mi auguro solo che tra chi si ammala a causa di questa situazione, ci siano anche i responsabili di questo disastro ambientale.