Dibattito sul lupo

Il dibattito sul lupo sembra essere sempre al punto di partenza nonostante le tensioni e gli spiacevoli episodi del 2014 le cose appaiono non molto diverse.

lupoSe da una parte è vero che è necessario un tempo fisiologico per riabituarsi alla convivenza, dall’altra c’è il rischio che durante questa “attesa” la situazione possa precipitare di nuovo.

Due giorni fa mi è capitato di leggere un articolo su una presunta aggressione di lupi ad un uomo, in Abruzzo. Nel tentativo di chiedere quale fosse la fonte della notizia, mi sono imbattuto nei commenti sotto l’articolo e ho trovato una serie di imprecisioni e cose a caso che alla fine riducono sempre quelle discussioni ad ambientalisti-animalisti vs cacciatori-agricoltori. La verità però non è affatto così banale, ci sono infatti fior di studiosi e scienziati che hanno speso e spendono anni della vita per ricavare delle verità scientifiche, allora perché non considerarle come verità e non come opinioni? La risposta a questa domanda retorica è, naturalmente, che ognuno la vede dal suo punto di vista. Ecco quindi alcune cose che non si possono trascurare quando si parla di lupi, al di là della propria opinione.

I lupi non sono stati reintrodotti: già, sembra strano ma questa storia è assolutamente infondata! Dai primi anni ’70, periodo di minimo storico con meno di 100 lupi in tutta Italia, è iniziata una serie di provvedimenti, norme e campagne di sensibilizzazione. Si è quindi bandita la caccia e inserito il lupo nelle specie protette (fino pochi anni prima era addirittura considerato nocivo). Quindi non reintroduzione ma semplicemente protezione, perché il lupo è specie protetta: perché la presenza di un predatore di vertice garantisce funzionalità e autocontrollo ad un ecosistema. Esistono infiniti studi che dimostrano come i predatori siano (bio)indicatori di elevata biodiversità. Se questo non bastasse si può vedere come a Yellowstone il ritorno del lupo abbia avuto un effetto estremamente positivo, quindi parlando di lupi non si può tralasciare l’aspetto dell’importanza ecologica. Un ecosistema funzionante non giova solo ai naturalisti, ma anche a boscaioli, cacciatori, allevatori, cittadini comuni. I lupi non aumentano a dismisura: infatti è dimostrato che una volta raggiunta una densità critica, i vari branchi cominciano a darsi battaglia. Questo evita quindi l’eccessivo aumento di indvidui che porterebbe alla scomparsa delle prede ed è un meccanismo di autocontrollo che non c’è negli erbivori, i quali se aumentano in maniera incontrollata arrivano a finire le risorse per poi collassare. Ecco che torna di nuovo l’utilità ecologica dei predatori, il controllo delle risorse.

Problema dell’ibridazione: spesso cani e lupi si incrociano, dando origine ad ibridi con caratteristiche appunto ibride ed alcuni esemplari potrebbero quindi avere un’indole meno selvaggia ma questi esemplari non hanno nulla a che vedere con fantomatici lupi importati dall’est Europa.

Cito una frase che ho letto in una delle tante discussioni fra appassionati: “il problema è l’animale nato e cresciuto a contatto con l’uomo in cattività abituato alla persona e quindi non temerla, infatti alcuni esemplari che ho visto con l’ausilio di un binocolo portava un radiocollare e se fregava della mia presenza…”. in questo caso poi il radiocollare (utilizzato dai ricercatori per il monitoraggio)forse esclude anche l’ipotesi che fossero degli ibridi.

La proposta frequente per “risolvere” la questione è la caccia selettiva. ma probabilmente si trascurano troppi elementi ad esempio in Svezia è stata riaperta la caccia nel 2010, questo però ha generato diversi problemi come infrazioni UE, sentenze avverse di tribunali, proteste, oltre al rischio di annullare decenni di sforzi.

 

Tratto dal Blog  thawildisgelo.wordpress.com